Il dollaro australiano sale lievemente: l’inflazione elevata e i toni restrittivi della RBA rafforzano le aspettative di un rialzo dei tassi

  • AUD/USD guadagna terreno verso 0,7035 nella sessione asiatica di venerdì.
  • L’inflazione australiana superiore alle attese e le dichiarazioni restrittive della RBA hanno rafforzato le aspettative di un rialzo dei tassi.
  • La Fed ha lasciato invariati i tassi al termine della riunione di ottobre, mantenendo l’intervallo obiettivo al 3,75%-4,00%.

Il cambio AUD/USD si rafforza verso 0,7035 durante le contrattazioni asiatiche di venerdì. Il dollaro australiano (AUD) avanza lievemente nei confronti del dollaro statunitense (USD), poiché i dati sull’inflazione australiana misurata dall’indice dei prezzi al consumo (CPI), superiori alle attese, hanno alimentato le aspettative di rialzi dei tassi da parte della Reserve Bank of Australia (RBA).

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L’inflazione australiana misurata dall’indice dei prezzi al consumo (CPI) è salita al 4,3% su base annua a settembre, dal 4,0% di agosto, secondo i dati pubblicati mercoledì dall’Australian Bureau of Statistics. Il dato ha superato il consenso di mercato del 4,2%. La governatrice della RBA, Michele Bullock, ha dichiarato che le pressioni sui prezzi che preoccupavano la banca centrale stavano iniziando a emergere.

Questi dati hanno rafforzato le ragioni a favore di un rialzo dei tassi da parte della RBA nella prossima riunione di martedì e sostengono il dollaro australiano. Secondo l’ASX RBA Rate Tracker, i mercati scontano ora una probabilità prossima all’80% di un aumento del tasso di interesse al 4,85% nella prossima riunione del Consiglio della RBA, rispetto al 62% prima della pubblicazione dei dati.

Mercoledì, la Federal Reserve statunitense (Fed) ha deciso di lasciare invariato il tasso di riferimento sui federal funds nell’intervallo del 3,75%-4%. La governatrice Lisa Cook e la presidente della Fed di Cleveland, Beth Hammack, hanno votato contro la decisione, preferendo un rialzo dei tassi di 25 punti base.

I responsabili della politica monetaria hanno dichiarato di auspicare che i prossimi dati possano contribuire a orientare la loro successiva decisione. Secondo lo strumento CME FedWatch, gli operatori scontano una probabilità del 74,9% di un rialzo a dicembre.

L’inflazione australiana sorprende al rialzo, rafforzando le scommesse su un aumento dei tassi RBA e sostenendo il dollaro australiano

Gli strategist di Brown Brothers Harriman osservano che gli ultimi dati sull’inflazione australiana «hanno superato le attese, rafforzando le ragioni a favore di un altro rialzo dei tassi da parte della RBA e sostenendo l’AUD». A settembre l’inflazione complessiva misurata dal CPI è salita al «4,3% su base annua (consenso: 4,2%) rispetto al 4,0% di agosto, riflettendo l’aumento dei costi abitativi e dei trasporti», con pressioni sui prezzi più intense di quanto previsto dalla banca centrale.

BBH sottolinea che «l’inflazione è nettamente peggiore rispetto alla valutazione formulata dalla RBA ad agosto, quando prevedeva per fine anno un’inflazione complessiva CPI al 3,6% e una misura a media troncata al 3,3%». A loro avviso, «questo depone a favore di un ulteriore inasprimento monetario», con i futures sul cash rate della RBA che hanno «portato dal 60% all’85% la probabilità di un rialzo di 25 punti base al 4,85% il 3 novembre e rafforzato le scommesse su un altro rialzo nel primo trimestre».

Quanto alle misure di fondo, BBH rileva che «il CPI a media troncata si è attestato al 3,6% su base annua, in linea con il consenso e in aumento dal 3,5% di agosto». Ancora più importante per la politica monetaria, «il CPI a media troncata del terzo trimestre, rilevante per le decisioni di politica monetaria, è risultato elevato al 3,7% su base annua (consenso: 3,6%), rispetto al 3,6% del secondo trimestre», rafforzando l’idea che l’inflazione di fondo rimanga su livelli troppo alti per la RBA.

Warsh ribadisce l’impegno per la stabilità dei prezzi, mantenendo vivo l’interesse dei rialzisti sul dollaro

Il tono di Warsh in conferenza stampa è pienamente coerente con l’orientamento consolidato: il punteggio FXS Speechtracker di 7/10 coincide con la media storica e conferma una linea stabilmente restrittiva. L’affermazione chiave secondo cui «garantire la stabilità dei prezzi non è una questione di una data fissa sul calendario» ribadisce un approccio dipendente dai dati e focalizzato sui risultati, mentre i ripetuti riferimenti a una «nuova medicina monetaria», alla rimozione dell’accomodamento monetario e alla fiducia nelle aspettative di inflazione segnalano un impegno costante a domare l’inflazione, anziché a promettere in anticipo una rapida svolta. L’enfasi su un obiettivo rigoroso del 2% per l’inflazione PCE, il rifiuto di un obiettivo di inflazione «flessibile» e il riconoscimento che i tassi di interesse stanno irrigidendo le condizioni finanziarie e incidendo sulle nuove tecnologie e sugli investimenti in conto capitale (CAPEX) avvalorano tutti il quadro di una persistente determinazione sul fronte della politica monetaria, nel complesso favorevole al dollaro.

L’FXS Fed Sentiment Index è balzato di +14,39 punti a 141,89, spingendosi ulteriormente in territorio restrittivo e risultando coerente con il punteggio FXS Speechtracker invariato a 7/10. Con l’indice ben al di sopra della soglia neutrale di 100, la combinazione di un fermo impegno a garantire la stabilità dei prezzi al 2% e del riconoscimento che «la medicina monetaria sta iniziando a funzionare» suggerisce che i mercati dovrebbero continuare a scontare una traiettoria relativamente restrittiva per la Fed, un contesto che tende a sostenere il dollaro nei confronti di euro e yen.

Chart Analysis AUD/USD


Analisi tecnica: AUD/USD mantiene prospettive moderatamente rialziste nel breve termine

Sul grafico giornaliero, AUD/USD mantiene un’impostazione moderatamente rialzista, con il prezzo al di sopra della media mobile semplice (SMA) a 100 giorni e della linea mediana delle bande di Bollinger, a indicare che il recente rimbalzo è sostenuto dalla domanda di fondo. L’indice di forza relativa (RSI), a 53,4, si è spostato in territorio da neutrale a positivo, suggerendo che gli acquirenti mantengono il vantaggio senza aver ancora spinto il cambio in condizioni di ipercomprato.

Al rialzo, la resistenza immediata si trova sulla banda superiore di Bollinger, intorno a 0,7065: un superamento duraturo aprirebbe la strada a una ripresa più estesa. Al ribasso, il primo supporto è individuato sulla SMA a 100 giorni, a 0,7035, seguito dalla linea mediana delle bande di Bollinger, in prossimità di 0,6995; un arretramento più marcato verso la banda inferiore di Bollinger, a 0,6925, attirerebbe probabilmente nuovi acquisti, mantenendo intatta l’impostazione complessivamente costruttiva.

(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)

Domande frequenti sul dollaro australiano

Uno dei fattori più importanti per il dollaro australiano (AUD) è il livello dei tassi di interesse fissato dalla Reserve Bank of Australia (RBA). Poiché l’Australia è un paese ricco di risorse naturali, un altro elemento chiave è il prezzo del suo principale prodotto di esportazione, il minerale di ferro. Contano anche lo stato di salute dell’economia cinese, il suo maggiore partner commerciale, l’inflazione australiana, il tasso di crescita del paese e la bilancia commerciale. Un ulteriore fattore è il clima di mercato, ossia se gli investitori puntano su attività più rischiose (risk-on) o cercano beni rifugio (risk-off): un contesto di propensione al rischio è favorevole all’AUD.

La Reserve Bank of Australia (RBA) influenza il dollaro australiano (AUD) fissando il livello dei tassi di interesse ai quali le banche australiane possono prestarsi denaro tra loro. Questo incide sul livello dei tassi di interesse nell’intera economia. L’obiettivo principale della RBA è mantenere un tasso di inflazione stabile tra il 2% e il 3%, adeguando i tassi di interesse al rialzo o al ribasso. Tassi di interesse relativamente elevati rispetto a quelli delle altre principali banche centrali sostengono l’AUD, mentre tassi relativamente bassi producono l’effetto opposto. La RBA può inoltre ricorrere all’allentamento quantitativo e alla stretta quantitativa per influenzare le condizioni del credito: il primo è sfavorevole all’AUD, mentre la seconda lo sostiene.

La Cina è il maggiore partner commerciale dell’Australia, perciò lo stato di salute dell’economia cinese esercita un’influenza rilevante sul valore del dollaro australiano (AUD). Quando l’economia cinese va bene, acquista più materie prime, beni e servizi dall’Australia, aumentando la domanda di AUD e spingendone al rialzo il valore. Accade il contrario quando l’economia cinese non cresce al ritmo previsto. Le sorprese positive o negative nei dati sulla crescita cinese hanno quindi spesso un impatto diretto sul dollaro australiano e sui relativi cambi.

Il minerale di ferro è il principale prodotto di esportazione dell’Australia, con un valore di 118 miliardi di dollari all’anno secondo i dati del 2021, e la Cina ne è la principale destinazione. Il suo prezzo può quindi influenzare l’andamento del dollaro australiano. In generale, se il prezzo del minerale di ferro sale, anche l’AUD si apprezza, poiché aumenta la domanda aggregata della valuta. Accade il contrario se il prezzo del minerale di ferro scende. Prezzi più elevati del minerale di ferro tendono inoltre ad aumentare la probabilità di un saldo positivo della bilancia commerciale australiana, un altro fattore favorevole all’AUD.

La bilancia commerciale, ossia la differenza tra quanto un paese incassa dalle esportazioni e quanto spende per le importazioni, è un altro fattore che può influenzare il valore del dollaro australiano. Se l’Australia produce beni di esportazione molto richiesti, la sua valuta si apprezza per il solo effetto dell’eccesso di domanda generato dagli acquirenti esteri interessati ai suoi prodotti rispetto alla spesa per le importazioni. Un saldo commerciale netto positivo rafforza quindi l’AUD, mentre un saldo negativo produce l’effetto opposto.